Scenari di emergenza simulata nella stanza immersiva
IMPARARE A GESTIRLA PRIMA CHE DIVENTI REALE
Regole, procedure, informazioni: sono elementi fondamentali per costruire un contesto sicuro e persone consapevoli e capaci di riconoscere una situazione, prendere decisioni e sapere come comportarsi quando si presenta un’emergenza. Ma la tecnologia ha sbloccato nuovi scenari.
Realtà virtuale, realtà aumentata e ambienti immersivi sono le nuove frontiere della formazione sulla sicurezza e permettono oggi di riprodurre scenari complessi — dall’emergenza all’interno di un’infrastruttura energetica fino alle attività svolte in un cantiere — consentendo alle persone di esercitarsi in condizioni realistiche senza essere esposte ai rischi di una situazione reale.
Un esempio arriva dal Centro di Competenza nazionale Start 4.0, dove è stata sviluppata MAIA – Mixed-Reality Academy for Immersive Awareness, una camera immersiva capace di integrare elementi virtuali, aumentati e fisici. L'obiettivo non è soltanto ricostruire visivamente un ambiente, ma creare situazioni nelle quali più persone possano interagire, collaborare, prendere decisioni e successivamente analizzare comportamenti, errori e tempi di reazione.
Ed è forse questo l'aspetto più interessante.
Simulare significa poter sbagliare senza subirne le conseguenze, comprendere perché una decisione non ha funzionato e arrivare più preparati quando quella decisione dovrà essere presa davvero.
La tecnologia, quindi, non sostituisce la formazione e tanto meno l'esperienza delle persone. Può però renderle più concrete, partecipative e vicine alla realtà.
In contesti nei quali pochi secondi possono fare la differenza, essere preparati non significa soltanto sapere cosa prevede una procedura. Significa aver sviluppato la capacità di osservare, coordinarsi con gli altri e reagire con maggiore consapevolezza.
Perché anche gli strumenti cambiano, ma il principio rimane lo stesso: la sicurezza si costruisce prima che ce ne sia bisogno.
Fonte: La Repubblica



