BRACCIALI CON SENSORI PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

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Da qualche anno Intelligenza Artificiale, Sensori, Realtà Aumentata e nuove tecnologie hanno portato strumenti inediti per proteggere chi lavora. Ma lo sviluppo tecnologico va di pari passo con la cultura condivisa della sicurezza?

La sicurezza sul lavoro sta entrando in una nuova fase, nella quale alla formazione, alla prevenzione e ai controlli si affiancano strumenti tecnologici sempre più evoluti.

È in questa direzione che si muove Reg4IA, il progetto promosso dalla Regione Toscana che punta a sperimentare l’utilizzo di intelligenza artificiale, dispositivi indossabili e sistemi digitali per individuare situazioni di rischio e avvertire tempestivamente i lavoratori.

Tra le soluzioni allo studio ci sono, ad esempio, bracciali dotati di sensori capaci di generare una vibrazione in presenza di un potenziale pericolo, come l’avvicinamento a un’area interessata dal passaggio di mezzi. A questi si aggiungono telecamere intelligenti, bodycam e sistemi di monitoraggio in tempo reale, fino alla ricostruzione digitale degli ambienti di lavoro.

Tecnologie che raccontano un cambiamento importante: la prevenzione può diventare sempre più capace di anticipare il rischio, intervenendo prima che una situazione critica si trasformi in un incidente.

Ma l’innovazione, da sola, non può essere la risposta.

Un dispositivo può segnalare un pericolo, un algoritmo può riconoscere una situazione anomala, un sistema può fornire informazioni in pochi istanti. Sono però le persone a dover comprendere quei segnali, adottare comportamenti corretti e costruire ogni giorno ambienti di lavoro più sicuri.

È proprio nell'incontro tra tecnologia, competenze e consapevolezza che può nascere una nuova idea di prevenzione.

Perché il progresso più importante non è soltanto avere strumenti capaci di riconoscere un rischio. È riuscire, grazie anche a quegli strumenti, a fare in modo che quel rischio non diventi mai un incidente.

La sicurezza del futuro sarà sempre più tecnologica. Ma dovrà continuare ad avere al centro le persone.

 

Fonte: Il Tirreno