Sicurezza sul lavoro in Toscana: controlli, formazione e prevenzione al centro del piano fino al 2030
La Regione Toscana definisce le priorità dei prossimi cinque anni: più controlli e diffusione di una cultura della sicurezza sempre più concreta e condivisa.
La sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro continueranno a rappresentare una priorità per la Toscana.
Il nuovo piano regionale per il periodo 2026-2030 definisce un programma articolato di interventi che combina attività ispettive, formazione, informazione e progetti di prevenzione rivolti ai settori maggiormente esposti al rischio.
L’obiettivo non è soltanto verificare il rispetto delle norme, ma contribuire alla costruzione di ambienti di lavoro nei quali la sicurezza diventi parte integrante dell’organizzazione, delle decisioni e dei comportamenti quotidiani.
Controlli superiori agli obiettivi nazionali
Negli ultimi anni la Toscana ha mantenuto un livello di vigilanza particolarmente elevato.
Tra il 2021 e il 2025, ogni anno, oltre l’8% delle unità locali attive sul territorio regionale è stato sottoposto a controlli o ispezioni da parte dei servizi di prevenzione delle aziende sanitarie. Una percentuale superiore all’obiettivo nazionale, fissato al 5%.
Nel corso del 2025 sono state controllate 16.403 aziende, superando il traguardo previsto di 14.782 attività. Nello stesso anno sono state ispezionate:
· 1.163 imprese agricole, rispetto a un obiettivo di 910;
· 5.423 attività all’interno dei cantieri edili;
· oltre il 15% dei 35.444 cantieri aperti sul territorio regionale.
I numeri confermano la volontà di mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei comparti nei quali la frequenza e la gravità degli infortuni richiedono interventi mirati.
I settori e i rischi prioritari
Il piano regionale individua alcuni ambiti sui quali i servizi di prevenzione e sicurezza sul lavoro delle aziende sanitarie dovranno concentrare maggiormente la propria attività.
Tra le priorità figurano:
· l’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro;
· la sicurezza nei cantieri edili;
· la prevenzione delle cadute dall’alto;
· la tutela dei lavoratori nel settore agricolo;
· la prevenzione nella logistica e nei trasporti;
· la sicurezza nelle aree portuali e nella cantieristica navale;
· i rischi caratteristici di specifici distretti produttivi, come quello tessile e quello del marmo.
Nel 2025 sono stati effettuati 120 accessi nelle aree portuali per verificare le condizioni di lavoro del personale marittimo, insieme a 22 controlli negli stabilimenti industriali e 57 interventi nella cantieristica navale.
Questi dati evidenziano la necessità di adottare strategie differenti a seconda delle attività svolte, dei macchinari utilizzati e delle caratteristiche degli ambienti di lavoro.
Non soltanto ispezioni: il ruolo della formazione
Il piano 2026-2030 non si limita a potenziare le attività di controllo. Una parte centrale della strategia riguarda infatti la formazione e l’informazione di imprese, lavoratori e figure responsabili della sicurezza.
La prevenzione diventa realmente efficace quando le persone sono in grado di riconoscere un rischio, comprendere le conseguenze di un comportamento scorretto e adottare procedure adeguate prima che si verifichi un incidente.
La formazione non dovrebbe quindi essere considerata esclusivamente come un obbligo da assolvere, ma come uno strumento per:
· aumentare la consapevolezza dei lavoratori;
· rendere più efficaci le procedure aziendali;
· migliorare la capacità di affrontare situazioni di emergenza;
· ridurre comportamenti pericolosi e pratiche consolidate non corrette;
· favorire il dialogo tra lavoratori, responsabili e datori di lavoro.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla diffusione delle buone pratiche e all’assistenza alle imprese, affinché le esperienze positive possano essere condivise e applicate in contesti produttivi differenti.
Il progetto “Lavoro sicuro” nel distretto tessile
Tra le esperienze più significative realizzate in Toscana rientra il progetto straordinario “Lavoro sicuro”, avviato nel 2014 e rivolto in particolare alle aziende tessili a conduzione cinese presenti nelle province di Prato, Firenze e Pistoia.
Da settembre 2014 a dicembre 2025 sono stati effettuati 20.597 controlli, dei quali 12.728 nella sola provincia di Prato. Negli ultimi due anni gli interventi sono stati 1.959.
L’attività, rafforzata anche dall’assunzione di 74 ispettori aggiuntivi, ha prodotto un progressivo miglioramento delle condizioni riscontrate.
All’inizio del progetto il tasso di regolarità delle imprese controllate era pari al 32,5%, con un valore del 20,2% nel territorio pratese. Nell’ultimo biennio la percentuale è salita al 66,1% complessivo e al 68,4% a Prato.
Si tratta di risultati che dimostrano come controlli continuativi, accompagnamento delle imprese e azioni di sensibilizzazione possano determinare cambiamenti concreti nel tempo.
La sicurezza come responsabilità condivisa
Istituzioni, imprese e lavoratori hanno ruoli differenti, ma devono concorrere al medesimo obiettivo: evitare che il lavoro possa compromettere la salute o la vita delle persone.
Alle istituzioni spetta il compito di programmare, controllare e intervenire. Le aziende devono invece tradurre le indicazioni normative in procedure, investimenti, manutenzioni e percorsi formativi realmente efficaci. Ai lavoratori è richiesto di partecipare consapevolmente al sistema di prevenzione, segnalando rischi, anomalie e situazioni potenzialmente pericolose.
Perché la vera evoluzione culturale avviene quando la sicurezza non viene percepita come una serie di adempimenti, ma come un valore condiviso e una forma concreta di attenzione verso le persone.
Controlli e sanzioni rimangono strumenti indispensabili, ma da soli non sono sufficienti. Per ridurre infortuni e malattie professionali è necessario sviluppare una cultura della prevenzione capace di entrare nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei percorsi formativi e nelle scelte quotidiane.
Solo attraverso questo impegno collettivo sarà possibile costruire, entro il 2030 e negli anni successivi, ambienti di lavoro più sicuri, consapevoli e rispettosi della dignità di ogni persona.
Fonte
Toscana Notizie
Agenzia di informazione della Giunta Regionale



